Gonne, Millevoye e Yeats secondo Adrian Frazier

Samanta Trivellini (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)

[recensione di Adrian Frazier, The Adulterous Muse. Maud Gonne, Lucien Millevoye and W.B. Yeats, The Lilliput Press, Dublin, 2016, 312 pp.]

Uscito nell’anno del centenario della Rivolta di Pasqua, The Adulterous Muse si aggiungebook cover alle tre precedenti biografie dedicate all’icona irlandese Maud Gonne, di cui intende offrire un ritratto aggiornato ma circoscritto agli anni che vanno dall’infanzia fino al 1916. Titolo e sottotitolo alludono ai fatti ben noti della biografia di Gonne: l’eterna musa del grande poeta irlandese e l’amante di un misconosciuto politico francese. Il titolo, francamente poco lusinghiero, rappresenta una delle poche note stonate del volume: riflettendo implicitamente il punto di vista del poeta non corrisposto confina Gonne in un ruolo limitante rispetto alla sua personalità complessa, per di più connotandola ambiguamente con un aggettivo su cui anche recensori più autorevoli hanno espresso riserve. La biografia di Frazer, d’altra parte, è selettiva: si concentra proprio sui rapporti fra Gonne, Yeats e Lucien Millevoye, sull’impatto che ebbero sulla sua vita e che lei ebbe sulla loro. A credito dell’autore, inoltre, un paragrafo iniziale spiega il concetto espresso dal titolo – la donna amata che appartiene ad un altro uomo – in riferimento ai codici letterari dell’amore cortese, ai quali Yeats aderì nella sua giovinezza anche per il tramite del revival medievale nella poesia e nelle arti. Gonne stessa, sottolinea infine Frazier, abbracciò consapevolemente il ruolo di musa e, fatto ancora più interessante, senza cessare di essere una donna anticonvenzionale e radicale (l’autore la descrive espressamente come “proto-feminist” e “New Woman”, p. 7): “she knew how to play the part of lady in the courtly love tradition, and Yeats’s poems to her gave her further instruction. […] For both men, the one in politics, the other in literature, she was not a prize but an inspiration” (p. 7).

Lucien_MillevoyeFrazier non si limita a rinarrare e chiosare sugli eventi ben noti. La novità è da vedersi soprattutto nel vivido ritratto della vita francese di Maud. Il biografo colloca le sue esperienze private e pubbliche nel quadro delle intricate vicende politiche della Terza Repubblica francese dei decenni 1880 e ’90 e raccoglie una grande quantità di notizie sui personaggi dei circoli frequentati da Gonne e Millevoye, sugli scandali politici dell’epoca, sui luoghi nei quali si recavano abitualmente. Su questo sfondo si svolge non solo la relazione con Millevoye, iniziata nel 1887 e terminata definitivamente al volgere del secolo, ma anche gran parte dell’attività pro-irlandese di Gonne. Instancabile viaggiatrice, Gonne scelse Parigi come sua residenza elettiva per condurre una vita indipendente e, come diremmo oggi, di madre single, lontana dai pettegolezzi della più provinciale Dublino, e suo “quartier generale” da cui portare avanti le molteplici attività di giornalista e attivista fino al 1917, quando si trasferì definitivamente in Irlanda. Rispetto ai luoghi e ai fatti irlandesi, la vita di Gonne in Francia ha ricevuto scarsa attenzione, ad eccezione di pochi studi specialistici che menzionano la sua attività giornalistica e propagandistica che include la direzione di una rivista francese, L’Irlande Libre, e delle precedenti biografie che descrivono gli anni francesi per lo più a partire dai fatti che Gonne stessa racconta nella Maude_Gonne_McBridesua autobiografia (A Servant of the Queen, 1938), non sempre attendibile, o che compaiono per frammenti nelle lettere fra lei e Yeats e nel corpus critico e biografico relativo a quest’ultimo. Frazier nota questa lacuna nelle precedenti biografie, “as if”, scrive, “her biographers have been standing on Dawson Street in Dublin, or in Bloomsbury in London, and we see Maud Gonne coming to one or the other only from the shadows of another life in another country, romantic and unknowable” (p. 4).

Combinando accuratezza storica, vivaci descrizioni di ambienti e caratteri e uno stile che spesso sconfina nel discorso indiretto libero, Frazier…

[il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui]. © Riproduzione riservata

Samanta Trivellini ha collaborato con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia come docente di Letteratura Inglese, insegna inglese a Milano e coltiva il suo interesse per la letteratura come independent scholar/studiosa independente.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s