La lettura produca cultura (politica), non esibizione

Quando è ormai maturo il ritorno alla vita attiva (in un tempo in cui pare che quella contemplativa sia smarrita – dantescamente o leopardianamente, direte voi? magari…) mi capita tra le mani un pezzullo (absit iniuria verbis, of course: gergo tecnico) del bravo Paolo Di Stefano dal titolo intrigante e polemico al punto giusto: Leggere è un valore ma non per tutti, pubblicato dal Corriere il 4 settembre u.s. Altrettanto dicasi del sommario che recita come segue: “sarebbe una bella sorpresa vedere qualche nostro politico entrare a Montecitorio o uscire da Palazzo Madama con un romanzo tra le mani”.libreria

Il tema enunciato dal titolo sarebbe sostanziale, la precisazione del sommario delude assai, il resto dell’articolo finisce per essere imbarazzante. Perché? Il primo paragrafo ci informa con dovizia di particolari sui libri “esibiti” nella “fotografia ufficiale” del Presidente Macron (De Gaulle, Stendhal, Gide), sulla pubblicità che McKinsey dedica alle “letture dei manager più importanti”, sulle “proposte di letture per l’estate” di Bill Gates, ecc. ecc. (chi fosse interessato all’elenco completo può cliccare sopra il link all’articolo di Di Stefano).

Sorprende che sia necessario suggerire al bravo giornalista del Corriere che potrebbe essere imprudente attribuire alle letture letterarie dei potenti che cita (scorrete l’elenco fino in fondo, mi raccomando) una funzione che potrebbero non avere e che vada oltre quello che innanzitutto sono per il luogo e la modalità in cui sono “rese pubbliche”: autorevoli comunicazioni di (intenzioni di) lettura. È evidente che Di Stefano non ha bisogno di queste mie dritte: ma allora perché il pezzullo? Davvero basta quanto segue: “se un uomo (o una donna) di potere ci tiene tanto a esibire le sue (vere o presunte) letture, vuol dire che attribuisce ai libri e alla letteratura un valore tale da fargli (farle) guadagnare prestigio”? Sufficit?

Scrittorio-Prinotto-300x200Non credo. È altrettanto evidente che il bravo scrittore/giornalista sa benissimo che, perché le letture siano tali e raggiungano il loro scopo (di cui peraltro i personaggi citati paiono consapevoli – quasi tutti, a dire il vero, secondo il prevedibile, in questo sì, Di Stefano), non basta esibire i volumi o “vedere qualche nostro politico entrare a Montecitorio o uscire da Palazzo Madama con un romanzo tra le mani”.

Già, perché anche le biografie di questi ultimi (che non così di rado, suvvia, meriterebbero maggior rispetto culturale o qualche critica più puntualmente affilata e meno “populisticamente” orientata) pullulano ora e in passato di titoli e riferimenti letterari (basterebbe conoscerle), come e più di quelle indicate da Di Stefano (sì, devo proprio dirlo) con un certo provincialismo. de gasperi

Più sostanziale sarebbe, invece, che la cultura percepita nei loro discorsi e nelle loro azioni fosse radicata in una consapevolezza della realtà che di quelle grandi o meno grandi letture si nutre e continua a nutrirsi. Non crede, caro e stimato Di Stefano? © Riproduzione riservata

Advertisements

One thought on “La lettura produca cultura (politica), non esibizione

  1. Leggendo i tuoi commenti, che condivido pienamente, mi è venuto in mente un aforisma di Schopenhauer. Ricordo bene che, anni fa, quando mi capitò sotto gli occhi mi fece riflettere tra il libro in vetrina (e acquistati perché vetrinizzati in tutte le librerie) e i libri letti e riletti con il piacere di essere sempre più sorpresi dalle loro ipotesi di realtà; libri che, non di rado, se ne stanno buoni negli scaffali senza smaniare per essere in fila – libri che non devono dimostrare nulla semplicemente perché SONO. Torniamo all’aforisma: “Sarebbe bene comprare libri, se insieme si potesse comprare il tempo per leggerli, ma di solito si scambia l’acquisto di libri per l’acquisizione del loro contenuto”. Di Schopenhauer vanno lette le parole sotto le parole – il tempo della lettura E’ il tempo di chi ama la lettura, di chi sa vivere un romanzo o anche una raccolta di saggi con il piacere dell’avventura intellettuale. Generalizzando, non credo che i politici abbiano a cuore la lettura e tanto meno la letteratura. Amano piuttosto la “letteratura di sé” – i libri importanti per loro sono le “leccate” del giornalista di turno che ha la fortuna (si fa per dire) di presentare il suoi libri – con titoli tipo “La rosa e l’incudine” oppure “Armi a doppio taglio” o, se si vuole, “L’Italia che stiamo vivendo” o ancora “Il rosa e nero”, o “Il cavaliere e le sue dame” o “Europa senza euro” (titoli da me inventati per puro divertimento) – su tutte le grandi vetrine televisive. Libri dal respiro breve, brevissimo che ben presto vanno a finire nel macero – per questi libri “importanti” non c’è futuro. Dove sono i sessanta libri semestrali di Enzo Biagi? Ricordate? Mio figlio non sa nemmeno chi era EB, però ha letto “Delitto e castigo” e ne è rimasto profondamente sconvolto – segnato dalla scrittura, da come Dostoevskij narra più da cosa narra. Il discorso potrebbe continuare, ma non credo che gli imbonitori che promettono un futuro di benessere, non credo che i venditori televisivi – e non faccio i nomi dei politici più in vista – siano mai sfiorati dal dubbio, dal pensiero di essere dal lato sbagliato. Nulla di dostoevskijano. Loro per fortuna hanno i giornalisti scrittori che pensano a celebrarli – in un modo o nell’altro. Fatto sta che il politico non è un lettore perché vive del tutto immerso nelle sue certezze – certezze fatti di pensose ovvietà. Il politico DEVE per forza parla per il benessere della nazione, parla anche per il benessere della posterità – posterità che lo Shih Ching, il classico libro di canti cinesi, paragona a uno stormo di cavallette. Per quanto “rambling”, queste sono le riflessioni che le tue riflessioni sacrosante hanno innescato in me….Caro Enri59 potrei continuare, ma meglio fermarsi.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s