Il “ciclista” #Camurri s’ingrippa sulle ferrovie (inglesi)

Prof. Enrico Reggiani

Mentre sono impegnato nell’ormai inutile tentativo di “mettere in ordine le sudatissime carte” (viste le temperature milanesi di questi giorni mi pare metafora azzeccata…), mi ricapita in mano (anzi, tra le grinfie) un frammentino spiritosetto e saccente del buon Edoardo Camurri, del quale – lo confesso – avevo altri ricordi (soprattutto) radiofonici, più accurati, dilettevoli e meritevoli di attenzione.

Il Camurri se la prende (non unicamente) con una raccolta di saggi scientifici su argomento significativo e innovativo, curata dai carissimi Francesco Marroni, Mariaconcetta Costantini e Renzo D’Agnillo: La letteratura vittoriana e i mezzi di trasporto. Dalla nave all’astronave (Aracne 2006). A tale volume anch’io avevo fornito il mio modesto, ma impegnato e diligente contributo di anglista. Di seguito potete prendere visione della copertina del volume Aracne e dell’incipit della mia fatica culturale ed ermeneutica.

copertina

mio saggio

Ora, sapete che scrive il Camurri, in una rubrichetta de il Sole 24 Ore/Domenicale, pubblicata il 31 dicembre 2006, p. 46? Sì, avete letto bene: 31 dicembre! Ovvero trattasi di pezzullo da leggere degustando il cenone, sorseggiando lo spumante e attizzando i fuochi d’artificio (quelli a norma di legge): eccovi serviti!

camurri 1          camurri

Perdoni la franchezza, mio buon Camurri. Come si fa a non capire la differenza tra una ponderosa raccolta di saggi scientifici, esito di un impegnativo convegno internazionale, e un testo da delibare allegramente nelle feste natalizie? Come si fa a esprimere pareri critici su “libri che non leggerà neppure sotto tortura”? Come si fa ad apostrofare con gli ironici appellativi di “avventurieri dello spirito” e “lettori-martiri” coloro che potrebbero avere (s)palle più culturalmente larghe delle sue e coltivare interessi più specialistici e meno conformistici? Ecc. ecc.

Comunque, grazie, caro Camurri, per l’attenzione nonostante tutto dimostrataci e per avermi inserito con amici cari nella classifica degli “illeggibili e nonseller del 2006” in data 31 dicembre: è stato quasi come essere insigniti da Lei di una sorta di Legion d’Onore dell’Ordine di San Silvestro! Con simpatia. Buon lavoro.

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