Bob Dylan poeta: appunti testuali su “Desolation Row”

Yuri Pellizzari, studente del corso di Letteratura Inglese II, tenuto dal Prof. Enrico Reggiani, Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

“They’re painting the passports brown” scrive Bob Dylan. De Andrè non traduce questo word cloudverso nella sua versione, probabilmente perchè per noi italiani non significherebbe nulla: “brown passports” attinge al modo di dire americano dell’epoca utilizzato per designare gli apolidi. In tal senso Dylan si riferisce implicitamente alla “questione dei neri” che, al momento della stesura del brano, non era ancora stata risolta: bisognerà infatti attendere il 6 agosto del 1965, quando verrà promulgato il Voting Rights Act, con il quale il diritto di voto verrà esteso anche ai neri. Molto probabilmente con questo verso Dylan vuole anche evocare il periodo delle persecuzioni ebraiche, quando i passaporti venivano dipinti di marrone, togliendo qualsiasi diritto e cittadinanza alla persona, che “Saw the fish swimming as if they were free:/ only ten feet away, my dear, only ten feet away.”¹, come scriveva Auden in Refugee Blues.

Sempre rimanendo all’interno della prima strofa, possiamo notare un discreto attacco nei confronti dell’autorità e in particolare della “riot squad” che è irrequieta e non vede l’ora di sopprimere una qualsivoglia rivolta, guidata da un “blind commissioner” che non solo è cieco, ma è anche in trance. Che sia possibile essere guidati da un cieco in trance?

song-anaylisis-the-individual-portrayed-in_1A quanto pare per il commissario non funziona il principio che Dylan enuncia nella seconda strofa: “it takes one to know one”. Eppure per Empedocle era così chiaro, così evidente: noi conosciamo ciò che ci circonda proprio perché la moltitudine è parte integrante di noi; Empedocle si riferiva alla natura, ma io credo di potermi spingere, almeno in questo contesto, oltre, ampliandone il campo di influenza anche alle persone: Dylan, secondo me, cerca di passare un potente messaggio di uguaglianza estremamente velato (come solo i grandi sanno fare), servendosi di personaggi evanescenti quali Cinderella o Romeo che, trasfiguarando la situazione con un luogo e una temporalità artificiali, accrescono la pregnanza di questo messaggio.

Ma quanto è efficace e prorompente la frase “You belong to me I believe”  pronunciata da Romeo? Chiunque abbia letto” Romeo and Juliet” non può non coglierne la forza e non può evitare di lasciarsi trasportare nel mondo di quel libro: “Two householdes, both alike in dignity…” ² e il problema è che non si considerano affatto “alike” tra di loro, causando un’infinita spirale di odio che verrà coronata dalla morte di entrambi i giovani, che per la prima volta nella letteratura entrano a far parte di una vera e propria Categoria.

Senza farlo apposta (o forse sì) la questione dei giovani ci riguarda particolarmente da vicino (Dylan aveva 24 anni al momento dell’incisione del brano qui esaminato), in quanto questo brano fu inciso proprio nel pieno delle manifestazioni studentesche degli anni ’60, che vedranno il loro apice nel 1968: tutto ebbe inizio il 1 febbraio 1960 con il fenomeno del “sit-in”, che dilagò in poco tempo in gran parte degli Stati Uniti e che consisteva sostanzialmente nell’occupazione da parte di neri di alcuni luoghi pubblici come bar, ristoranti, biblioteche, ecc., per difendere i diritti che non venivano riconosciuti loro. Immediata fu la mobilitazione di massa, che sfociò nella creazione di numerose associazioni come la Sncc o la Sds, portatrici di ideologie raccolte nel Giugno del 1962 nel documento ufficiale del “Movimento” (Port Huron Statement) e che trovò finalmente coronamento con la marcia su Washington del 28 Agosto 1963 e con il rispettivo discorso di Martin Luther King. E’ indubbiamente l’inizio di una nuova era, perché ai giovani di quel periodo la frase “you’re in the wrong place, my friend/ you better leave” ³ non fa nè caldo nè freddo, ma anzi viene osteggiata in qualunque modo possibile.

Nella terza strofa compaiono per la prima volta…  [il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui.  © Riproduzione riservata]

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