Chopin e Tammy Wynette a confronto (Piano Movies 1: Five easy pieces, 1970)

Sintesi del primo incontro di Piano Movies a cura di Beatrice Zaccone, studentessa triennalista di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)

Robert Eroica Dupea: un “middle name” che sembra appartenere a un programma da concerto classico piuttosto piano movies - immagine ritoccatache alla realtà, dato che si riferisce alla Terza Sinfonia di Beethoven. Il mondo in cui questo personaggio nasce è, infatti, quello sui generis della musica classica, caratterizzato da un’aura elitaria (confermata dal cognome Dupea pronunciato alla francese), da ricchezza culturale, dedizione e fine senso estetico. Fuori dal comune è senz’altro anche il nome della sorella: Partita (sinonimo di suite) Dupea e del fratello Carl Fidelio (l’unica opera di Beethoven) Dupea. E, infatti, la famiglia Dupea, votata alla musica classica, vive lontana dal resto del mondo, su un’isola poco abitata, ricoperta di boschi vicino a Washington. Due pianoforti a mezzacoda occupano una sola stanza e sono numerose le fotografie autocelebrative dei musicisti.

220px-Five_easy_piecesIl protagonista di Five Easy Pieces (1970), non riconoscendosi più in questo mondo diventato per lui opprimente e paralizzante, decide di lasciarlo diventando Robby, operaio in una base di estrazione petrolifera. E’ così che inizia il film, con la fine di una dura giornata lavorativa, accompagnata dalla canzone Stand By Your Man interpretata da Tammy Wynette (1942-1998). È una realtà, quella della country music, musicale e simbolica, lontana anni luce da quello della sua famiglia d’origine. Nella scena iniziale la voce della cantante investe Robby, generando in lui un profondo fastidio, anche quando entra nella sua angusta abitazione e poi ritorna con D-I-V-O-R-C-E dopo il suo tradimento nei confronti della dolce, ignorante compagna Rayette in lacrime. La ragazza canticchia, invece, When There’s A Fire In Your Heart durante il viaggio per andare dai genitori di lui. Don’t Touch Me esprime, infine, tutto il senso di amarezza e frustrazione che Robby prova mentre è intento ad ubriacarsi per dimenticare il confronto imbarazzante di Rayette con la famiglia. La stessa country song ritorna quando la ragazza viene definitivamente rifiutata e poi abbandonata da Robert.

Tammy Wynette è una scelta simbolica di grande rilievo in Five easy pieces: è la wynettequintessenza della durezza della vita, del lavoro faticoso e della battaglia contro la povertà. Non solo le sue canzoni trattano problematiche di rilevanza sociale come il divorzio, la solitudine, ma lei stessa è esempio vivente di tutto questo. Fin da bambina le sue giornate sono state scandite dalla faticosa raccolta del cotone e, sposatasi giovanissima, si è trovata a mantenere tre figli in condizioni economiche ristrettissime.

Dunque, in Five easy pieces, Robert ha lasciato la musica classica per il mondo della pop(ular) music? Five Easy Pieces rappresenta il trionfo della country music con quello che ne consegue su altri piani simbolici, cioè di una realtà dura ma più autentica, preferibile all’ineffabile mondo della musica classica? La risposta è no! In realtà, il protagonista non si è mai integrato, disprezza la compagna che ambisce a diventare una cantante pop. “You play that thing one more time and I’m gonna melt it down into hair spray”, esclama quando Rayette dice di voler ascoltare ancora la voce di Tammy, e ancora “It’s a question of musical integrity”, afferma forse apparentemente rivendicando il valore della musica classica.

camionQuando il collega e amico Elton incomincia a cantare Raffle of a dog non può trattenersi dal lamentarsi e fugge da questa situazione di inadeguatezza, uscendo dall’auto e finendo per suonare la musicalmente complessa e raffinata Fantasia in Fa minore op. 49 di Chopin su un pianoforte verticale, scordato e trasportato da un camion da trasloco in movimento. A marcare la distanza tra Robert e il mondo in cui appare nelle scene iniziali del film è proprio la scelta di rimanere a suonare anche quando il camion imbocca una strada laterale, non seguito da nessuno.

L’aver suonato tale brano, il primo dei cinque easy pieces del titolo del film, lo porta a riallacciare i legami con la sorella (Par)Tita, anche lei pianista. I due fratelli si incontrano in uno studio di registrazione dove la donna sta suonando la Fantasia Cromatica e Fuga di Bach. Il protagonista sembra ritrovare il suo profondo amore e fedeltà alla musica classica quando decide di recarsi dalla famiglia. Al suo arrivo, lacasa dupea casa risuona del Concerto per pianoforte in Mi bemolle maggiore K 271 (“Jeunehomme”!) di Mozart. La vittoria sembra spettare alla musica classica, giusto? La risposta è nuovamente no! Bobby non si sente a suo agio e fa di tutto per non appartenervi, rimanervi escluso. Quando la bella pianista Catherine, compagna del di lui fratello Carl Fidelio, gli dice che non è musica quella che ha suonato a Las Vegas, Robert controbatte mimando i suoi show commerciali e dissacranti.

catherineNel momento in cui la donna gli chiede, più tardi, di suonare per lei, sceglie il Preludio op. 28 n. 4 in mi minore di Chopin: “I picked the easiest piece that I could think of”, precisando che ha suonato senza alcun sentimento o emozione. Wikipedia segnala che Hans von Bülow lo definì “soffocamento”, a causa della disperazione che gli pareva comunicasse, e, in effetti, soffocante e inconcludente è il finale del film, come lo è stata fino a quel momento la vita di Robert. Il giovane uomo ha sempre preferito scappare dalle difficoltà e dalle responsabilità, non ha mai amato niente e nessuno, finendo per sentirsi un pesce fuor d’acqua in qualsiasi contesto, come confessa al padre che non può rispondergli in una delle ultime scene del film.

robert father

 

Il mondo della classica e del pop non hanno alcuna colpa. Sono entrambi autentici, concreti e animati da persone che ci credono e coltivano con passione l’arte musicale. Hanno vantaggi e difetti e uno non è migliore dell’altro. La musica classica non è impastata di ragnatele e la pop non è pura merce per un tornaconto economico. La vittoria è endcomune. Se solo avessimo la voglia di fare uno sforzo, ciò di cui Robby non è stato capace, potremmo mettere da parte i pregiudizi e provare ad apprezzarle entrambe. Finito di studiare canto lirico metto le mie cuffie fucsia da ventenne e ascolto Adele, Mengoni; poi mi perdo in Mozart, Puccini e avanti così in un fantastico vortice di musica. Provar non nuoce!

© Riproduzione riservata

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