Shakespeare un ladro?!

Prof. Cristina Vallaro (Università Cattolica del Sacro Cuore) shakespeare-400-logo

E’ successo di nuovo. Il potere ammaliatore e persuasivo delle parole ha colpito ancora. Questa volta non si tratta di pettegolezzi succulenti, né di spaventose denunce, né tanto meno di diffamazione, ma ‘solo’ di un’accusa di furto. O meglio, della scoperta di un presunto furto che sarebbe avvenuto nella Londra di fine XVI secolo e che vedrebbe coinvolto William Shakespeare. La notizia, che se fosse vera sarebbe a dir poco ansaallarmante per l’intero mondo accademico, è apparsa sul sito ANSA il giorno 8 dicembre 2015: “Quando Shakespeare fu accusato d’aver ‘rubato’ un teatro”.L’unica consolazione, celata nel sottotitolo e grazie alla quale gli studiosi shakespeariani tirano un sospiro di sollievo, è che il Bardo ne fu poi scagionato.

L’assurdità della notizia è tale che richiede un chiarimento. Non è possibile che il Bardo, in calzamaglia e pantaloncini a palloncino, si sia fatto promotore di una tale incresciosa iniziativa. Non è possibile che egli, con l’aiuto dei suoi amici e compagni attori, abbia smontato un teatro asse dopo asse e abbia minacciato il proprietario del terreno sul quale sorgeva il teatro stesso. Eppure, riporta l’articolista, c’è un atto shakespeare theatre 1legale che riporta il suo nome e che lo vede coinvolto in questa vicenda.

Come spesso accade quando si ha a che fare con dei grandi personaggi della scena culturale e/o politica, il torbido acquista un fascino irresistibile: il lettore medio si lascia facilmente conquistare dall’isotopia tutta nostra contemporanea del furto e del crimine in genere, per cui nulla è come sembra e nessuno può davvero essere immune da accuse infamanti. Nessuno. Nemmeno William Shakespeare. Ma allora che fare? Proviamo a vedere come sono andate veramente le cose.

Nel 1576, James Burbage, affermato impresario teatrale, stipulò unjames burbage contratto d’affitto con il proprietario di un terreno a Shoreditch: un’area che si estende oltre Spitafield, a nord-est della City, che proprio in quell’anno iniziò ad ospitare la prima playhouse elisabettiana, il Theatre. Il contratto, valido per circa venti anni, scadde in un momento fortunato per la storia del teatro elisabettiano che aveva già cominciato a dare i suoi frutti, sia in termini socio-culturali che economici. E’ esattamente su questi ultimi che si concentrarono le attenzioni del proprietario del terreno, il quale, fiutando l’affare, decise di non rinnovare il contratto alla compagnia di attori del Theatre, ma, al contrario, di cacciarli dal suo terreno e di tenersi per sé i guadagni dell’attività del teatro stesso. Il poveretto, però, trascurò di considerare un piccolo dettaglio che, ovviamente, non sfuggì a Cuthbert e Richard Burbage, figli dell’ormai defunto James: il teatro e il terreno avevano due proprietari distinti. Il primo era della compagnia di attori, il secondo del proprietario con il quale era stato stipulato il contratto d’affitto. Un piccolo dettaglio che, non essendo trascurabile, consentì agli attori di smontare letteralmente il teatro: “Three days after Christmas 1598, on a day of heavy snow, the Burbages brothers, Cuthbert and Richard, and their mother, together with twelve theatre in shoreditchworkmen and their surveyor and carpenter, Peter Street, arrived in front of the Theatre in Shoreditch” (Peter Ackroyd, Shakespeare. The Biography, Vintage, London, 2006, p. 325) e cominciarono a smontare l’edificio. Pezzo dopo pezzo, lo caricarono su un carretto e lo trasportarono sulla sponda sud del Tamigi, a Southwark, dove nel 1599 avrebbe aperto i battenti il Globe.

All’epoca, Shakespeare era già membro dei Lord Chamberlain’s Men, la lord chamcompagnia di cui facevano parte anche i fratelli Burbage, e questo è il motivo per cui fu coinvolto nell’impresa che abbiamo descritto sopra. Certo, il fatto suscitò scalpore, attirò la curiosità dei londinesi e fu portato all’attenzione della Star Chamber la quale, con la lentezza e scrupolosità che caratterizzavano la burocrazia dell’epoca, redasse un atto con le accuse, le indagini e le sentenze emesse, reso noto poi nel 1601. O almeno così sembra.

Ma allora, se Shakespeare non è un ladro, che bisogno c’è di fare tanto chiasso? Basta impostare una rapida ricerca su Internet per scoprire che il documento, così come altri preziosi atti legali, verrà esposto in una mostra, organizzata dal King’s College – London, alla Somerset House di Londra, e sarà a disposizione di curiosi, studiosi, giuristi e pettegoli per alcuni mesi, da febbraio a maggio 2016. Mentre curiosi e exhibitionpettegoli ingrosseranno le code in ingresso alla mostra, desiderosi di giudicare loro stessi le malefatte del Bardo, noi, che siamo solo studiosi e che abbiamo scoperto il tranello della notizia ANSA, invece, apprezzeremo la mostra per la ricchezza esposta e per l’apporto scientifico dei suoi documenti. La visiteremo con spirito critico, confrontando i dati nuovi con le più autorevoli fonti bibliografiche shakespeariane e saremo contenti di aggiungere un tassello nuovo al nostro legame con Shakespeare che, in questo mondo un po’ così, vivacizzato da ladri e furbetti, è sempre più nostro contemporaneo.

© Riproduzione riservata

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