Yeats, gli U2 e gli altri

yeats2015 neroFrancesca Caraceni e Erica Maggioni (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), conferenza al BustoFolk, Busto Arsizio, 12 settembre 2015

Nell’ambito del Festival Interceltico Bustofolk, si è tenuta il 12 settembre a Busto Arsizio una conferenza dal titolo Yeats, gli U2 e gli altri a cura di Francesca Caraceni ed Erica Maggioni, dottorande di ricerca dell’Università Cattolica di Milano (tutor: Prof. Enrico Reggiani). Nell’anno del 150° anniversario della nascita di W.B. Yeats, la conferenza è nata con l’intento di celebrare il grande poeta irlandese andando alla scoperta dei suoi legami con la musica rock, pop, ecc., contemporanea. Il Premio Nobel per la Letteratura 1923 è stato infatti fonte di ispirazione per numerose band che nel corso degli anni lo hanno citato, musicato ebono irish pride cantato, confermando il suo ruolo di icona della cultura, irlandese e non solo. In un percorso che ha spaziato dagli U2 ai Cranberries fino ai Waterboys, le relatrici hanno proposto nuove letture e ascolti, di una riuscita contaminazione tra poesia e musica.

La prima parte della conferenza, a cura della Dott.ssa Caraceni, ha riguardato l’eredità yeatsiana rintracciabile nella musica e nei testi degli U2, la più famosa band irlandese dal 1979 a oggi. Parte della critica musicale e letteraria riconosce un legame diretto fra le figure di Yeats e Bono, soprattutto per quel che concerne l’impegno civile portato avanti da entrambi i personaggi nella storia. Anche Yeats, come Bono, era popolare ai suoi tempi e amava leggere le proprie poesie a voce alta in pubblico, lanciando messaggi costruttivi per la difficile situazione politica dell’Irlanda del primo Novecento: la posizione di Yeats in merito alla questione irlandese era, come si sa, di tipo moderato.

Nonostante l’appartenenza alla Irish Republican Brotherhood, il poeta ha sempre sostenuto una linea “morbida”, inclusiva e non esclusiva, che tenesse conto della specificità delle origini remote del popolo irlandese. Da lì, secondo Yeats, bisognava partire per costruire un’identità nazionale, primo passo necessario a qualsiasi dichiarazione d’indipendenza. Allo stesso modo anche Bono, specie nei testi della prima produzione della band (Boy, 1980; October, 1981; War, 1983), ha voluto raccontare la difficoltà nel trasmettere di un messaggio di pace a un popolo diviso e ormai wild irish rosestanco di cesure interne, piccole guerre e attentati. A questa breve introduzione è poi seguito un momento di analisi e comparazione testuale fra Like a Song (War, 1983), Wild Irish Rose (1991) e Down by the Salley Gardens (1889), individuando in questi alcuni tòpoi ricorrenti nell’immaginario irlandese, fra i quali quello di Dublino come “rosa nera d’Irlanda” (Roisin Dubh) e quello del sentimento nostalgico per la patria lontana.

La seconda parte della conferenza, curata dalla Dott.ssa Maggioni, si è aperta con i Cranberries, una rock band irlandese particolarmente famosa negli anni ’90 con no nee d to argueall’attivo più di 30 milioni di dischi venduti. Nell’album della consacrazione, No Need to Argue (1994), è contenuta Yeat’s [sic!] Grave, scritta da Dolores O’Riordan a seguito di una visita alla tomba dell’autore a Drumcliff (Co. Sligo). L’ascolto del brano e la lettura del testo hanno permesso di soffermarsi sui riferimenti a Yeats e alle sue opere contenuti nella canzone: il brano cita infatti due personaggi importanti nella vita del poeta, Maud Gonne e John MacBride, oltre a due note poesie, The Lake Isle of Innesfree e No Second Troy.

E’ stata poi presentata la compilation del 1997 Now And Then In Time – A Musical Celebration now and in time to beOf The Works Of W.B.Yeats, che contiene tributi musicali ad opera di vari artisti. Tra questi, The Stolen Child dei Waterboys, una band fondata nel 1983 da Mike Scott, cantante e polistrumentista scozzese. The Stolen Child è una delle poesie più conosciute della prima fase della produzione poetica yeatsiana che si ispira a leggende e ambientazioni celtiche: il testo, suggestivo e musicale, è stato arrangiato nel corso degli anni da diversi musicisti, tra i quali Loreena McKennitt. E’ seguita quindi la visione di una performance di questa interprete che è riuscita abilmente a ricreare con voce e arpa le atmosfere del folklore irlandese.

waterboysIn chiusura, si è tornati a parlare dei Waterboys e del leader Scott che nel 2010 concepisce e dà vita ad un intero spettacolo tributo dal titolo An Appointment with Mr Yeats. Nel concerto, poi diventato album, vengono proposti una quindicina di brani, tutti adattati da opere yeastiane. L’artista trova nella lingua musicale di Yeats e nei temi sempre attuali, dall’amore alla politica, dall’Irlanda alla storia, un patrimonio da scoprire e rielaborare. La “collaborazione a distanza” tra i Waterboys e il poeta si rivela particolarmente fortunata ed è prova della ricchezza e della rilevanza culturale di W.B. Yeats che, a distanza di 150 anni dalla nascita, continua ad ispirare con le sue parole.

[© Riproduzione riservata, 2015: rielaborazione di una conferenza tenuta dal Prof. Enrico Reggiani nell’ambito dell’Irish Club, lunedì 16 marzo 2015]

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