Georgie & W. B. Yeats secondo Meg Harper: Wisdom of Two (2006)

yeats2015 neroSamanta Trivellini (Università degli Studi di Parma)

Margaret Mills Harper, Wisdom of Two. The Spiritual and Literary Collaboration of George and W. B. Yeats, Oxford UP, Oxford, 2006 (382 pp.)

Il lavoro di Meg Harper, studiosa yeatsiana e direttrice della Yeats Summer School di Sligo nel biennio 2014-2015, verte sulla collaborazione spirituale e compositiva tra i due coniugi Yeats che coincise con la genesi del sistema poi consegnato al pubblico con il titolo di A Vision. La redazione di tale sistema rimase in-progress durante una porzione della vita del poeta, come testimoniano le due edizioni dell’opera pubblicate a distanza di dodici anni l’una dall’altra (1925 e 1937), e impegnò generazioni di studiosi (caso emblematico la Harper stessa preceduta dal padre, George Mills Harper) prima nel reperimento e poi nella mappatura e nella ricostruzione dell’enorme quantità di materiale di cui A Vision costituisce solo una parte (e che, nella sua totalità, è stato pubblicato in quattro volumi con il nome di Vision Papers sotto la supervisione di George Mills Harper e Mary Jane Harper fra il 1992 e il 2001).

Il titolo Wisdom of Two riflette compiutamente l’approccio della studiosa: se l’anteporre il nome harperdella moglie a quello del poeta potrebbe indurre a intravvedere una prospettiva genericamente “femminista” e tesa ad una univoca rivendicazione del ruolo giocato da George Yeats, in realtà tale intitolazione è tratta da un’indicazione data dagli istruttori agli Yeats e coglie efficacemente la prospettiva e le premesse adottate da Harper. Il suo progetto si rivela, infatti, improntato al desiderio indubbio di dare rilievo alla personalità e all’apporto della moglie del poeta, ma anche, e proprio attraverso di esso, a tracciare i contorni di quella complementarietà che, se informa tutta la visione e la prassi poetica di Yeats, elevandosi tanto a metodo quanto a obiettivo, è qui evocata e ricostruita da Harper nei termini di un dialogo continuo che è alla radice della genesi creativa di A Vision, scambio e confronto intellettuale tra pari.

libro harperA Vision elude facilmente stabili confini autoriali, testuali e genologici: i materiali che ne sono alla base sono scaturiti da “agenti di creatività” multipli (si tenta di cogliere con questo goffo sintagma la presenza simultanea di almeno tre individualità – Yeats, la moglie e l’istruttore – nella veicolazione del sistema), nonché da una modalità collaborativa che vedeva George nel ruolo di medium e poi di interpreter, e Yeats in quello di colui che poneva la maggior parte delle domande agli invisibili interlocutori, intesi come depositari di una conoscenza che, come emerge chiaramente dai frammenti puntualmente riportati da Harper, necessitava della compartecipazione dei due coniugi per essere attivata. Una modalità, quest’ultima, che non si può ricondurre alla divisione schematica fra “emissari” (attivi) e “destinatari” (passivi), bensì immaginabile come improntata a un mutuo scambio di informazioni e abilità. Harper esplora in dettaglio il ruolo del medium attraverso una ricognizione della letteratura occultistica del tempo: un ruolo che, prevedibilmente, potrebbe apparire a chi non ha familiarità con gli studi di genere come esclusivamente passivo. Al contrario…

[il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui.  © Riproduzione riservata, 2015]

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