W. H. Auden secondo Andrea Carvelli

auden1Andrea Carvelli

alunno della Prof.ssa Ilaria Ronzoni al terzo anno del Liceo Scientifico Santa Dorotea di Arcore

Ormai è passata qualche settimana da quando la mia professoressa d’inglese, Ilaria Ronzoni, affidò alla classe un trio di poesie in lingua da analizzare, alla condizione che non si cercasse alcun tipo d’informazione su di esse in rete. Ciò al fine di ottenere delle analisi variegate e pure, in cui veramente la poesia si dimostrasse il risultato dell’incontro di autore, opera e lettore.

Tra queste catturò immediatamente la mia attenzione quella dal titolo The more loving one, componimento non troppo lungo, ordinato, in rima baciata, dotato di parole conosciute che pareva perfetto per un’analisi del testo non troppo dispendiosa seppur discreta. Dunque iniziai lavorando con un auden2amico a tradurre le quartine. Dopo qualche punto ostico eravamo giunti alla fine, ma rimaneva irrisolto il dubbio sul significato intrinseco del poema, dal momento che entrambi percepivamo migliaia di sfumature e rimandi agli argomenti più svariati; ci eravamo accorti di quanto fosse impegnativa un’analisi autonoma. L’ora di lavoro terminò ed il compito venne assegnato da svolgere a casa.

Completato il lavoro, sentivo che non era abbastanza, mi mancava qualcosa, quindi, mentre osservavo il foglio, ho deciso di appropriarmi totalmente del significato etimologico del termine ”tradurre” e di tentauden3are di dar voce a ciò che quella poesia aveva significato per me. Pertanto apparve la mia traduzione, Più Amante, che si propone come risultato del rapporto più che personale creatosi tra il testo originale e me.

Alla consegna del lavoro ero incerto e dubitavo se, consegnandolo, avrei fatto la cosa giusta, in quanto nemmeno io stesso ero pienamente cosciente della mia realizzazione. In ogni caso decisi sottoporlo al vaglio dell’insegnante e, in seguito, mi è stato proposto persino di pubblicarlo su questo interessante blog che approfondisce in modo così puntuale ogni sfaccettatura della lingua anglosassone; futuro che mai avrei assegnato al mio ”attempt of translation”.

Tuttora non conosco l’identità dell’autore di The more loving one, né la sua storia, tuttavia mi sono riconosciuto nelle sue parole tanto da volermi sdebitare esprimendo che cosa il suo scritto aveva mosso in mauden4e. Naturalmente non pretendo di fornire, con questa mia rilettura, un significato pedagogico al testo, tanto meno è mia intenzione criticare la visione dello scrittore, nonostante, pur perseguendo vie parallele, a proposito di alcuni punti io giunga a conclusioni differenti.

Con l’occasione ringrazio la mia professoressa d’inglese e il docente che ha consentito questa pubblicazione.

Enjoy the texts: in questo file l’originale inglese e la mia traduzione italiana.

Andrea

 

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