Ricostruire “the early Yeats”: Stephen D. Putzel

yeats2015 neroGaia Cianci (dottore di ricerca, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; tutor: Prof. Enrico Reggiani)

Il saggio di Stephen D. Putzel (Reconstructing Yeats: The Secret Rose and The Wind Among the Reeds, 1986) affronta il peso che due opere del calibro di The Secret Rose (1897) e The Wind Among the Reeds (1899) hanno avuto nel percorso di maturazione artistica di William Butler Yeats, dimostrando come la struttura simbolica e le fonti mitologiche irlandesi della sua prima “collection of short stories” si ripresentino nel macrotesto poetico del 1899. L’impostazione di Putzel riflette, innanzi tutto, il suo interesse per la matrice folklorica: tale interesse, maturato a partire dagli albori della sua esperienza accademica (Putzel ha, infatti, conseguito il dottorato di ricerca nel 1980 presso l’Università di Toronto, con una tesi dal titolo Yeats’s Use of Irish indexFolklore and Mythology in the 1890s), rimane tuttora uno dei suoi principali ambiti di ricerca. Il merito dello studio di Putzel si ravvisa soprattutto nel riconoscere l’imprescindibile approccio alle prime edizioni dei testi oggetto d’esame, cui talora si accompagna un confronto con versioni precedenti e che contribuiscono a dare maggior luce al processo di elaborazione degli stessi.

the secret rose   La prima parte del lavoro, la più consistente da un punto di vista quantitativo, si concentra sulla struttura di The Secret Rose, in cui la disposizione intratestuale dimostra come le singole short stories siano presentate seguendo un ordine cronologico corrispondente alle diverse tappe temporali della storia irlandese; a tal proposito, Putzel riunisce, in maniera piuttosto efficace, i microtesti entro le macro-categorie diacroniche mythological time (ovvero, l’epoca pre-cristiana), the Age of Saints, the Seventeenth Century, the Eigtheenth Century e The End of Two Millennia. Entro tale cornice storica, la rosa costituisce l’elemento unificante dell’intero testo e delle diverse epoche, dal momento che essa è simbolo “synchronic, unchanging, timeless” (p. 25): ciò a causa delle sue diverse sfumature semantiche, distribuite nel corso della raccolta, la cui significatività è illustrata a partire dalla copertina stessa dell’edizione originale del 1897, su cui Putzel si sofferma sinteticamente (così come si soffermerà,putzel altrettanto brevemente, sulla copertina di The Wind Among the Reeds). Altro elemento unificante sono le personae, ovvero i protagonisti dei racconti, che si ritroveranno nella poetry collection, pur con la diversa identità di “principles of the mind”, piuttosto che di “human characters”, date le diverse finalità del discorso poetico rispetto a quello narrativo.

La seconda sezione dello studio di Putzel affronta il macrotesto poetico,… [il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui.  © Riproduzione riservata]

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