Shakespeare, l’economia e gli economisti

porziPerché Shakespeare economista? Perché Shakespeare è Shakespeare anche nell’ambito dei rapporti tra l’esperienza letteraria (in) inglese e l’esperienza economica: acuto osservatore delle trasformazioni economiche del suo tempo; raffinatissimo interprete sulla scena della dialettica coeva tra terra e denaro; protagonista consapevole dei diversi ambiti d’azione dell’homo oeconomicus in quegli anni; saldamente radicato nella storia di chi lo ha preceduto; lungimirante perché capace di scrutare il cuore dell’uomo; insomma, Shakespeare. Tanto più significativo in questi nostri anni difficili e nella cornice delle celebrazioni shakespeariane 2014-2016.

Secondo l’anglista Frederick Turner, il Bardo per antonomasia è utile persino agli economisti poiché propone di concepire «un’economia come una compagnia teatrale, un gruppo di attori, la cui220px-Shakespeare_Portrait_Comparisons_2 interazione genera la trama dell’opera: come quest’ultima, un’economia politica è fatta da persone le cui differenze e conflitti formano una totalità artistica che è più grande della somma delle loro parti».

E, infatti, John Maynard Keynes (1883-1946) annotò come l’Inghilterra tra sedicesimo e diciassettesimo secolo fosse “effettivamente in una posizione finanziaria tale da potersi permettere Shakespeare quando egli si presentò sulla scena” (Trattato sulla Moneta, 1930). Milton Friedman (1912-2006) apparentemente riecheggiò Riccardo III quando scrisse nella sua Storia Monetaria degli Stati Uniti (1963) che “talvolta piccoli eventi possono avere grandi conseguenze”. logo-econoliteraria[1]Amartya Sen (1933) ricorse a quattro monumenti shakespeariani per classificare il rapporto tra “comportamento economico e razionalità” nel suo Etica e economia (2000²), poiché “il mondo ha certamente la sua brava parte di personaggi come Amleto, Macbeth, Re Lear e Otello”.

Di questi e di altri omaggi di illustri economisti al Bardo di Stratford-upon-Avon il Prof. Enrico Reggiani dialogherà con il Prof. Domenico Bodega , per ricostruirne le frequentazioni shakespeariane ed i loro influssi sulla sua attività di economista.

La quarta conversazione del ciclo Shakespeare economista avrà luogo giovedì 16 Aprile 2015 a partire dalle ore 14.00 – Università Cattolica del Sacro Cuore, NI.110 (Via Nirone 15) e sarà aperta da una breve introduzione musicoletteraria che si svolgerà nell’atrio al piano terra:

Anonimo (XVI-XVII secolo), Barafostus’ Dreame (Fitzwilliam Virginal Book, n. XVIII)imagesCADQKUT5
T. Morley (1557-1602): It was a lover, per voce solista e cembalo
H. Purcell (1659-1695): Turn then thine Eyes, per soprano, mezzosoprano e cembalo
T. Arne (1710-1778): Blow blow, per soprano, mezzosoprano e cembalo

Soprano: Lucrezia Drei
Mezzosoprano: Eleonora Filipponi
Clavicembalo: Mauro Vassena

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