Yeats, l’amore e la storia in prospettiva femminista: Elizabeth Cullingford

yeats2015 neroGaia Cianci (dottoranda di ricerca, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano; tutor: Prof. Enrico Reggiani)

Gender and History in Yeats’s Love Poetry, un fondamentale saggio di Elizabeth Butler Cullingford (autorevole studiosa yeatsiana della University of Texas at Austin), affronta la produzione yeatsiana legata al genere lirico amoroso, seguendo una prospettiva ideologica di chiara impronta femminista.

A tal proposito, pare spontaneo domandarsi se tale punto di vista tenga realmente conto del panorama socio-culturale, storico, politico e biografico entro il quale si situa la suddetta produzione. La lettura di Cullingford pare, piuttosto, dettata da una chiave interpretativa soggettiva e, per lo meno in parte, influenzata dalle concezioni politico-ideologiche della studiosa americana. Tale è anche il parere di Thomas Dilworth, che nella sua recensione del testo di Cullingford scrive: “The author’s feminism largely determines the kind of book this is. Like most feminist criticism, it is thematic inyeats 2 approach. (…). She sees Yeats as poetically feminized or de-masculinezed and therefore politically and psychologically benign in the face of rigid dominating, violent masculinity” (in The Review of English Studies, New Series, (47:186), pp. 285-286).

Lo studio di Cullingford ha il pregio di contestualizzare le poesie amorose di William Butler Yeats entro un’epoca di cambiamenti nelle relazioni uomo-donna, da cui non possono essere esenti “the emancipation of women and the decolonization of Ireland” (recensione di C. Holdsworth, 1996; in The Yearbook of English Studies, vol. 26, Strategies of Reading: Dickens and After, Special Number, pp. 313-314). A ciò si lega il suo debito nei confronti delle convenzioni tradizionali del genere poetico amoroso, a dispetto delle potenziali aspettative epocali di impronta politico-nazionalista, secondo le quali Yeats “was expected to produce ‘manly’ verse in order to counteract the colonial stereotype of yeats2015 biancothe Irish as effeminate and childish” (CULLINGFORD: p.11).

Tale scelta pare per chi scrive dettata, piuttosto, dalla volontà di adesione e di profonda stima nei confronti della grande tradizione letteraria del genere lirico di cui sopra, piuttosto che…  [il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui.  © Riproduzione riservata]

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