Elisso Virsaladze, Lunedì 3 novembre 2014 alle SERATE MUSICALI

th[9]Stefano Villa, corsista del Workshop di analisi cultural-musicale SHAKESPEARE IN MUSICA, diretto dal Prof. Enrico Reggiani, A. A. 2014-2015

Lunedì 3 novembre 2014 nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano è atterrato un alieno di nome Elisso Virsaladze. Questa straordinaria pianista georgiana ha portato in scena uno spettacolare programma incentrato su musiche di compositori austriaci e tedeschi del diciottesimo e diciannovesimo secolo.

Ad aprire il concerto, un pezzo di Mozart non molto conosciuto ed eseguito, le Nove variazioni su “Lison dormait” KV264, dove Elisso Virsaladze ha subito dato sfoggio della sua trascinante personalità: colpisce fin dalle primissime battute come il Mozart suonato dalla pianista georgiana sia fortunatamente distante anni luce da quelle interpretazioni mozartiane che – ahimé – paiono andare per la maggiore da oltre una quindicina di anni, e che, forse per inseguire a tutti i costi l’obiettivo del “filologicamente corretto” (su strumenti del ventunesimo secolo, però…!), finiscono per risultare un po’ fredde, grigie e noiose.

Il Mozart presentato da Elisso è invece ricco di carattere, di colore e di spirito: ogni variazione potrebbe essere quasi rappresentata come l’entrata in scena di un personaggio di un’opera del compositore salisburghese, e la pianista sa sfruttare al meglio tutte le possibilità offerte dai pianoforti di oggi per creare le sonorità che caratterizzano le diverse scene. E il suono del Mozart di Elisso èthCAR5MSUK brillante, pulitissimo e assolutamente lirico.

Nell’esecuzione del 3 novembre meritano senza dubbio una particolare menzione il tempo leggermente trattenuto con cui è eseguita la variazione n. 3, a beneficio dell’espressività, nonché il particolare ed efficacissimo crescendo con cui la Virsaladze, alla quintultima battuta della variazione n. 8, ne introduce la cadenza finale, prima di affrontare la nona e conclusiva variazione.

Il secondo brano in programma è la Sonata n.1 in do maggiore op.1 di Johannes Brahms. L’approccio di Elisso Virsaladze a questo pezzo è molto rigoroso, forse in alcuni punti persino troppo… Nel trio del terzo tempo, per esempio, era forse possibile una scelta diversa che privilegiasse ulteriormente thCADZRKRGl’espressione (ma Elisso è sempre e comunque molto espressiva), ma qui la scelta fatta dalla pianista ha probabilmente delle motivazioni da ricercare nell’organicità del movimento, che infatti è a dir poco salvaguardata.

Nonostante questi minimi rilievi, la Virsaladze, grazie al suo pianismo portentoso, sa comunque creare dei momenti di puro e assoluto lirismo. Da citare in questo senso sono sicuramente…

[il resto dell’articolo è reperibile in questo file scaricabile. © Riproduzione riservata].

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s