worskhop SHAKESPEARE IN MUSICA: calendario novembre- dicembre 2014

Immagine1SHAKESPEARE IN MUSICA è il tema affrontato dalla seconda edizione (A. A. 2014-2015) del Workshop di analisi cultural-musicale, diretto dal Prof. Enrico Reggiani, secondo gli assunti teorici, analitici ed ermeneutici della “cultural musicology”, e nella cornice del doppio anniversario shakespeariano. In un incontro seminariale al mese (ottobre-giugno) verrà esaminato il rapporto tra un differente compositore, attivo tra ‘700 e ‘900, e William Shakespeare; altri verranno approfonditi in alcune conferenze tenute dal docente nell’ambito delle Iniziative Culturali de La Verdi.

Calendario degli incontri di novembre e dicembre:

Data Compositore Attività Sede orario
         
Sabato 15 Novembre 2014 Beethoven e Shakespeare: La Tempesta e altro… Workshop (a pagamento*) UCSC, via Carducci 30 9.30-17
giovedì 4 **

Dicembre 2014

Tchaikovsky e Shakespeare: La Tempesta e Amleto Conferenza (ingresso libero) La Verdi, Auditorium di Milano (foyer della galleria), Largo Gustav Mahler 18.30-19.30
Venerdì 12 Dicembre 2014 Tchaikovsky e Shakespeare: Romeo e Giulietta Conferenza (ingresso libero) La Verdi, Auditorium di Milano (foyer della galleria), Largo Gustav Mahler 18.30-19.30
Sabato 13 Dicembre 2014 Mendelssohn e Shakespeare: Sogno di una notte di mezza estate Workshop (a pagamento*) UCSC, via Carducci 30 9.30-17

(*) E’ possibile iscriversi anche ai singoli incontri del Workshop ad un costo di Euro 75 (IVA inclusa).

(**) data modificata rispetto al programma originario

William Shakespeare è ovunque, da sempre. Il Bardo di Stratford-upon-Avon non conosce confini: vivificaimages[11] ovviamente le più diverse latitudini della letteratura (in) inglese (continuando ad alimentare persino un vivace dibattito sulle sue radici religiose: anglicano o cattolico?), ma arricchisce anche le lande più remote e inaspettate della cultura d’ogni tempo, spazio e competenza. Medici, economisti, giuristi, politologi, filosofi, storici ecc. ecc. lo coltivano con costanza incrollabile, benché – absit iniuria verbis – non sempre adeguatamente fondata dal punto di vista testuale e culturale. Ma tant’è, non è il caso di arricciare il naso: basta il pensiero. O no?

images[8]   Qualche esempio più circostanziato di devoto “cultore non specializzato”? Eccone alcuni, per comodità di chi scrive, dal mondo di lingua inglese (ma se ne ritroverebbero facilmente di analoghi ai quattro angoli del mondo). Gary Marcus, psicologo della New York University, invoca l’Amleto all’inizio di un suo studio sull’ingegneria approssimativa della mente umana (2008). Lo stesso fa, con la seconda parte dell’Enrico IV, Ian Jordaan, professore emerito nella Facoltà di Ingegneria e Scienze applicate della canadese Memorial University, in un volume dall’amletico titolo di Decisioni incerte. L’Analisi probabilistica e le decisioni dell’ingegneria (2005). Infine, è grazie a un’arguta citazione di un passo della Tempesta (1.2,38-39) che, in un volume sull’ingegneria tissutale del 2004, l’ingegnere biomedico W. Mark Saltzman della Yale University compie il prodigio di un raffinato gioco di parole sul termine inglese “cell” (“cella di prigione” per il Bardo, “cellula” per lui): “riesci a ricordare / un tempo in cui non eravamo ancora in questa cell(ul)a?”

   Potevano mancare compositori e musicisti d’ogni tempo e d’ogni dove in questa schiera di appassionatiimagesCARWUB7Q shakespeariani per vocazione? Naturalmente no: anzi, sono legione innumerevole e possono spesso vantare meriti cultural-musicali di assoluto prestigio. Tra il diciottesimo ed il ventesimo secolo, ad esempio, la presenza del Bardo di Stratford-on-Avon nella cultura musicale europea si è manifestata costantemente e secondo le più diverse modalità, siano esse dirette (cioè attraverso innumerevoli composizioni musicali nei più svariati generi che traggono ispirazione dalla sua opera e la elaborano creativamente) o indirette (cioè promuovendo Shakespeare a modello di riferimento non soltanto sul piano musicale e compositivo, ma più ampiamente su quello antropologico, esistenziale, estetico, culturale, ecc, e “traducendone la lezione“ in pensiero musicale, prassi creativa e riflessione critica)…

[il resto dell’articolo è reperibile in questo link . © Riproduzione riservata].

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