Schubert, “La Grande” e le aspettative degli ascoltatori

workshopArianna Lodi, corsista del Workshop di analisi cultural-musicale sulla forma-sonata (tenuto dal Prof. Enrico Reggiani), a margine del 21° concerto della stagione 2013-2014 de La Verdi

A traditional form, like the sonata, consists essentially of a set of expectations listeners have when hearing a piece. […] Analyzing a sonata as a sonata, then, means analyzing it in the light of the expectations a contemporary listener might have been assumed to have”.

Nicholas Cook, A Guide to Musical Analysis, New York: George Braziller, 1987, cap. VIII

L’ascoltatore di un brano in forma-sonata assiste ad un vero e proprio conflitto, in cui la tonalità d’impianto del210px-Franz_Schubert_by_Wilhelm_August_Rieder_1875 brano, dapprima affermata energicamente, viene soppiantata da altre tonalità, per venire poi riaffermata nella parte finale chiamata ripresa. I protagonisti di quello che assomiglia ad un vero e proprio dramma teatrale sono i due gruppi tematici presentati nell’esposizione; in genere, se il primo tema è esposto in una tonalità maggiore, il secondo viene presentato alla dominante, mentre se il primo tema viene presentato in una tonalità minore, il secondo verrà esposto alla tonalità maggiore relativa. Nicholas Cook paragona l’ascoltatore di un brano in forma-sonata, il quale si aspetta di sentire tutto questo, agli spettatori delle rappresentazioni teatrali dell’antica Grecia: essi assistevano alla messa in scena di storie che già conoscevano e dunque l’interesse stava non tanto nel cosa veniva rappresentato ma nel come.

220px-Schubert's_Letter_on_944Spostando lo sguardo sulla Nona Sinfonia di Schubert “La Grande”, ci accorgiamo subito che il compositore in alcuni casi sembra disattendere le aspettative degli ascoltatori.

L’Andante iniziale della sinfonia si apre con una frase di otto battute suonata all’unisono dai corni, la cui interpretazione è controversa: essa infatti non rappresenta un vero e proprio primo tema, anche se verrà riaffermata nel finale del primo movimento, suonata da tutta l’orchestra. La centralità dell’Andante iniziale è data dal fatto che esso afferma già i gradi armonici che assumeranno un ruolo chiave nell’Allegro, ossia Mi e La, rispettivamente il terzo e il sesto grado della scala di Do maggiore, tonalità d’impianto della sinfonia. Non si tratta quindi di una semplice introduzione e ciò si capisce anche prestando attenzione alle proporzioni di questo primo movimento: le 77 battute dell’Andante, proprio per il fatto di essere suonate ad un tempo “comodo”, vengono percepite con una durata maggiore, quasi doppia rispetto a quella reale, e su un totale di 685 battute hanno sicuramente un peso maggiore di una semplice formula d’apertura.

Ascoltiamo il vero e proprio primo gruppo tematico solo a battuta 78, all’inizio dell’Allegro. Esso viene esposto in120px-TN-FSchubert_Symphony_No_9,_D_944_fs Do maggiore ed è affidato in parte agli archi e in parte ai fiati. Si tratta di un tema ritmico, accordale, che contrasta notevolmente con la frase d’apertura dei corni. Il secondo gruppo tematico invece compare per la prima volta a battuta 134: anch’esso è caratterizzato da una struttura accordale ma ha maggiore identità melodica rispetto al primo. La tonalità a cui viene esposto però non è quella che ci aspetteremmo, ossia la dominante di Do, Sol maggiore: Schubert afferma il secondo tema dapprima in mi minore, tonalità già preparata nell’Andante e relativa minore di quella di Sol, e solo in seguito lo espone alla dominante di Do. Si può dunque affermare che la dialettica tra primo secondo gruppo tematico, tipica della forma-sonata, sia qui ulteriormente accentuata dal conflitto interno al secondo tema, basato sul rapporto tonalità maggiore-relativa minore.

120px-TN-FSchubert_Symphony_No.9_CFPeters_1871_fs[1]Questa rapporto conflittuale è mantenuto anche nella ripresa, che si apre a battuta 356. Dopo la riesposizione del primo gruppo tematico in Do maggiore infatti, ascoltiamo il secondo gruppo dapprima in do minore e solo successivamente alla tonalità d’impianto.

Ancora ben lontani da uno sviluppo a partire da un solo gruppo tematico, già in questo primo movimento però si può vedere un grande cambiamento rispetto alle regole classiche della forma-sonata. Nel ‘700, il pubblico doveva riconoscersi nelle strutture sociali che producevano la musica, lasciando uno spazio ridotto all’io. Nell’800 invece, in virtù di un legame amplificato con l’io, inteso come legame con il tutto, viene lasciato maggior spazio alla natura soggettiva del compositore, il quale però si esprime comunque entro i confini di una struttura organica.

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