Shakespeare economista ne Il Mercante di Venezia

logo-econoliteraria[1]Caterina Conti (studentessa del corso Advanced Business English, tenuto dal  Prof. Enrico Reggiani, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, a.a. 2013/2014)

L’analisi dei testi shakespeariani porta alla scoperta di un mondo economico del tutto singolare, unico ed inconfondibile nel proprio genere. Potrebbe sembrare azzardato collegare testi di letteratura inglese con il business odierno, ma il mercato della Venezia di fine ‘500, centro nevralgico dello scambio di merci, idee, tradizioni e culture – per come viene rappresentato ne Il mercante di Venezia – fornisce un valido spunto di collegamento con i sistemi di market town, market price e market men.

L’Inghilterra di Shakespeare è l’Inghilterra neo-anglicana, nella quale lo scisma religioso-politico aveva portato alla250px-Merchant_venice_tp[1] modificazione dell’identità della classe nobiliare, alla modificazione dei vincoli feudali, alla redistribuzione della proprietà fondiaria, alla formazione di nuovi flussi di denaro. In tale cornice il principio “cuius regio eius religio” permette di gestire la frammentata dislocazione territoriale del culto.

Una breve contestualizzazione della storia dei luoghi che si intrecciano nell’opera teatrale di Shakespeare risulta necessaria per approfondire e comprendere al meglio i possibili collegamenti tra il passato descritto abilmente attraverso l’opera stessa e il nostro presente così impregnato dal desiderio di fare denaro violando, a volte, le regole del mercato. La Venezia di Shakespeare rappresenta il luogo del commercio, la città ricca di merci pregiate e di denaro “sonante”, in cui la struttura finanziaria risulta essere protagonista ogni giorno e in ogni scambio. E’ mercato come luogo e mercato come somma degli scambi delle merci. Anche gli spazi in cui si intreccia la storia acquistano un valore squisitamente simbolico. Oltre a Venezia vi è l’eterea Belmonte, 250px-Shakespeare[1]luogo mitico e non ben localizzato, patria dei sentimenti dell’amore e dell’amicizia. È come se i luoghi rappresentassero la cornice per esprimere la difficoltà dell’interiorità umana nel mantenersi integra di fronte alle tentazioni materiali del denaro.

Ne Il mercante di Venezia, l’idea di economia (dalle radici greche di oikos e nomos) – intesa e rivolta all’amministrazione delle cose domestiche o, in senso estensivo, all’amministrazione, regolamentazione e gestione del patrimonio fruibile dal pubblico – è ripresa mediante l’uso di termini e concetti che rimandano direttamente alla sfera dell’economia (di mercato):…

 

[il resto dell’articolo è reperibile in questo pdf scaricabile. © Riproduzione riservata].

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