Tra i ricordi dell’irlandese bella e terribile. Il 27 aprile 1953 moriva Maud Gonne MacBride

Logo-Osservatore-Romano NEWEnrico Reggiani (Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano)

L’Osservatore Romano, a. 153, n. 97, sabato 27 aprile 2013, p. 5Maud Gonne by Sarah Purser 1848-1043[1]

Ogni autobiografia è, al tempo stesso, rivisitazione di eventi personali e di un codice narrativo che l’essere umano ama e pratica da sempre. Perciò ogni scrittura autobiografica non sfugge alla (più o meno) consapevole o inconsapevole “riorganizzazione” di quegli eventi personali e di quel codice narrativo, ridistillato negli alambicchi delle culture delle varie epoche. Ecco perché è spesso ingenuo, semplicistico o strumentale attribuire (mero) valore cronachistico alle autobiografie: non perché esse non possano offrire elementi di cronaca, per quanto parziali e traballanti, ma perché, più della cronaca, è prezioso il complessivo significato antropologico dell’esistenza che la filigrana dei fatti comunque rivela a chi non si contenti di frammenti, spesso ideologizzati, e voglia invece godere del piacere di una vera “lettura integrale”. 

copertina iacobelliA queste scarne considerazioni di metodo non sfuggono neppure le reminiscenze autobiografiche di Maud Gonne MacBride, morta sessant’anni fa all’età di 86 anni, lodevolmente riproposte in prima versione italiana Al servizio della regina. Autobiografia di una rivoluzionaria irlandese (Iacobelli, 2011). Maud Gonne nacque in Inghilterra, «figlia di padre irlandese e di madre inglese, con sangue francese e scozzese nelle vene», fu moglie di John MacBride (giustiziato tra i protagonisti della rivolta di Pasqua scoppiata a Dubino nel 1916) e madre di Sean MacBride (uno dei fondatori di Amnesty International, Nobel per la Pace nel 1974). Non fu scrittrice di professione, ma protagonista di rilievo della battaglia politica e insurrezionale con la quale una parte dell’intellighenzia irlandese provò a opporsi all’apparentemente inaffondabile dominio coloniale britannico, in quegli anni ancora organizzato secondo l’Act of Union, approvato dai parlamenti dei due Regni nel 1800 per riunire Gran Bretagna (Inghilterra e Scozia) e Irlanda sotto l’unica bandiera del Regno Unito.edizione originale in inglese

A partire dagli ultimi decenni del XIX secolo, che Al servizio della regina ritrae con grande dovizia di particolari personali e storico-politici di respiro nazionale ed europeo, Maud Gonne divenne figura leggendaria soprattutto per la parte più indifesa popolo irlandese, che spesso affidò a lei sofferenze quotidiane e speranze per il futuro del proprio Paese: ritenuta una delle donne più belle al mondo, fu salutata come la “Giovanna d’Arco d’Irlanda” e come “la donna della profezia (di Mayo), che porterà guerra e vittoria”; fu considerata una «donna del Sidhe» (per Yeats,…

[il resto dell’articolo è reperibile in questo pdf scaricabile a p. 5. © Riproduzione riservata].

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