“Il giorno in cui il cielo roteò sopra di noi”: Josephine Hart, La verità sull’amore (Feltrinelli, 2010)

logo irish club - 2a versioneGaia Cianci (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)

Josephine Hart (Mullingar, 1944 – Londra, 2011) esordisce nel panorama letterario con il romanzo Damage (1991), straordinario successo che la rese celebre in tutto in mondo e a cui seguirono romanzi quali Oblivion, Sin e The Reconstructionist, tutti pubblicati in Italia dalla casa editrice Feltrinelli. Dei testi menzionati si è, non di rado, sottolineato “il carattere tenebroso[,] le storie nere, i sentimenti peggiori e inconfessabili”.

   Un caso diverso sembra essere quello dell’ultimo romanzo della scrittrice irlandese recentemente scomparsa. Thefoto di josephine hart Truth About Love, edito per la prima volta da Virago nel 2009 e riproposto in Italia da Feltrinelli con il titolo La Verità sull’Amore, è stato accolto con toni non poco elogiativi dalla critica e da grandi autori della narrativa contemporanea irlandese. Tra questi ultimi, John Banville ha apprezzato l’”ambitious and poetic weaving of a long-ago family tragedy into the tragic history, and histories, of our time”, riconducendo l’attenzione tanto alla dimensione soggettiva e personale di quella “drammatica storia familiare”, quanto alla grande Storia irlandese e non, in quella “intersection of private and copertina di The Truth about Lovepublic lives”, che coinvolge tutti i personaggi principali del romanzo in questione.

   A tal proposito, il modello attanziale risulta, a parere di chi scrive, uno degli elementi più interessanti del testo, a partire dalla scelta dell’autrice di affidare la narrazione a quattro voci narranti. Il testo si apre, infatti, con il monologo interiore di un ragazzo moribondo senza nome, introducendo così il lettore alla tragedia che sta colpendo la famiglia O’Hara in un imprecisato cronotopo delle Midlands irlandesi negli anni ’60 del secolo scorso. Per quanto riguarda, invece, la parte centrale del romanzo, il discorso è affidato al tedesco Thomas Middlehoff. A Sissy O’Hara, madre del ragazzo scomparso, spetta gestire solo la narrazione di due capitoli, mentre la primogenita Olivia O’Hara è voce narrante degli ultimi dodici.

   Tale scelta autoriale consente di inquadrare i personaggi in due categorie distinte. Da una parte, quella del noi copertina di La Verità sull'Amorefamiliare, con numerosi elementi ed esperienze unitivi: innanzi tutto, uniti in quanto parte di uno stesso nucleo familiare e di un comune dolore di abbandono-perdita, ma anche in quanto membri di una medesima comunità (irlandese) rurale, con la sua Storia, le sue tradizioni e i suoi valori cultural-religiosi.

   Dall’altra parte, l’elemento estraneo Thomas Middlehoff, erudito studioso, definito da molti abitanti del luogo “il Tedesco”, “come dichiarazione di esclusione” (p. 34) e la cui estraneità e solitudine paiono interrompersi grazie ad un avvicinamento alla famiglia O’Hara, segnato, innanzi tutto, dalla…

[il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui. © Riproduzione riservata]

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