Un Guardiano Milanese by Pinter & Loris

Matteo Fraccaro (studente del corso di Storia del Teatro e della Drammaturgia Inglese, tenuto dal Prof. Enrico ReggianiUniversità Cattolica del Sacro Cuore, Milano, a.a. 2011-12)

“Il Guardiano” di Harold Pinter, regia di Lorenzo Loris, andato in scena al Teatro Out Off nel bel mezzo del gelido inverno milanese, è molto più di una semplice riproposizione di uno fra i più celebri testi del drammaturgo inglese, premio Nobel per la Letteratura 2005: è un’esperienza di riflessione profonda.

   Tutto ha inizio quando un uomo dall’aspetto distaccato e con la fissa per ‘aggiustare le cose’, Aston, porta nel suo appartamento il barbone Davies e gli permette di stabilirvisi per un po’. La situazione si ribalta però col sopraggiunge del vero padrone della casa, Mick, fratello minore di Aston, dallo spiccato spirito imprenditoriale. I due fratelli proporranno a Davies di lavorare come guardiano della proprietà ma, in seguito a continui rinvii, incomprensioni e rivelazioni sconcertanti, la situazione precipita verso l’inevitabile rottura degli equilibri instauratisi fra i tre. 

   Molti fattori fanno sì che lo spettatore si ritrovi inevitabilmente coinvolto nello narrazione, come il susseguirsi di climax e anticlimax, il linguaggio semplice, diretto e del tutto privo di retorica, o l’ambientazione claustrofobica dell’appartamento, unica scena che fa da sfondo alla vicenda. Eppure le tessere del puzzle sembrano sempre non combaciare come ci si aspetterebbe, anzi, vengono mescolate e rimescolate in continuazione. Attimi di comicità grottesca, acida, quasi brutale, si susseguono a momenti in cui il dramma si fa intenso, vibrante, in un’altalenante aritmia emotiva che può arrivare a spiazzare anche l’astante più consumato.

   Il tempo diegetico, con l’evolversi della storia, si dilata sempre più, parallelamente alla monotona sensazione di attesa e di vuoto, di rinvio degli impegni e dei sogni: l’approdo finale è l’incomunicabilità più assoluta, dove ogni individuo si richiuderà nella propria crisalide fatta di egoismo, piccole manie, stereotipie cristallizzate e desideri irrealizzabili. Senza ombra di dubbio la più evidente manifestazione di questa autentica ‘gabbia’ stretta attorno ai protagonisti è lo scenario ove ha luogo l’intera rappresentazione: … [il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui.  © Riproduzione riservata]

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One thought on “Un Guardiano Milanese by Pinter & Loris

  1. Caro Matteo,
    grazie per l’ attenzione che ci hai riservato e per il tempo che hai dedicato alla nostra iniziativa teatrale che per me rappresenta una tappa singolare di un cammino iniziato diversi anni fa quando, dopo aver frequentato la Scuola del Piccolo Teatro, ho avuto la fortuna di lavorare con la compagnia di Carlo Cecchi e di conoscere Pinter direttamente. Il rapporto con la drammaturgia di questo autore è continuato negli ultimi anni sia come attore che come regista.
    In questa ultima tappa ho deciso di prendermi una maggiore libertà, come sottolinei tu nella tua critica quando fai riferimento alla diversa ambientazione rispetto al primo “ The Caretaker”, perché ho voluto prendere spunto da una riflessione dello stesso Pinter: “…per loro stessa natura le cose che scrivo sono molto aperte all’interpretazione, non sono entità chiuse, non rappresentano un mondo e un tempo immobili…”.
    Nella “tua” descrizione del luogo in cui avviene la vicenda ho rivisto le ragioni che ci hanno portato a scegliere quel tipo di scenografia: “un’enorme grata metallica, quasi una specie di spada di Damocle..” come scrivi perfettamente tu.
    E anche quando rilevi che la dilatazione del tempo nel procedere del racconto corre parallelamente alla monotona sensazione di vuoto e di attesa mi sembra che individui uno dei punti importanti intorno a cui abbiamo cercato di impostare il lavoro degli attori.
    Naturalmente noi siamo tutti molto contenti che il nostro lavoro ti abbia interessato e contiamo di rivederti, anche per parlarne insieme, ad una delle nostre prossime produzioni
    Cordiali saluti
    Lorenzo Loris

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