Ma quanto è “musicale” Iago…

Mafalda Bertani (studentessa del corso di Lingua e Letteratura Inglese 2, tenuto dal Prof. Enrico Reggiani, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, a.a. 2011-12)

Giovedì 15 marzo presso il Bistrò del Tempo Ritrovato si é svolto il sesto incontro della seconda serie  di appuntamenti sulla musica in Shakespeare a cura del Prof. Reggiani. Argomento: l’Otello. Obiettivo: dimostrare a tutti i presenti (che non ne avevano la consapevolezza, come ha confermato un rapido sondaggio condotto in loco), attraverso una serie di esempi, come questa notissima opera shakespeariana coltivi la componente musicale con particolare efficacia e, soprattutto, per merito di un personaggio forse insospettabile…

   Innanzitutto, però, prima di inoltrarci nei dettagli musico-letterari che caratterizzano questo play, non si è potuto evitare di prendere in considerazione in linea generale il contesto storico e geografico in cui è ambientata la sua vicenda. Elaborata in un arco di tempo compreso tra il 1598 e il 1604, l’opera dovette attendere fino al 1623 per essere pubblicata. Altrettanto importante é la geografia usata con valenza simbolica da Shakespeare: infatti, come è stato possibile osservare nella mappa mostrataci durante l’incontro, la città di Venezia – che altrove assume un ruolo centrale in virtù della sua posizione – è, invece, in questo caso, defilata in una zona più marginale, pur mantenendo il contatto con l’area nevralgica nell’evoluzione del play: Turchia, Rodi, ma soprattutto Cipro. Come non rilevare – si è detto al Bistrò – che anche su tale strategia topografica tra centro-periferia si fonda la figura di Otello, il quale, nonostante il suo valore e il suo onore militare, incarna un dramma antropologico derivante appunto da tale marginalità esistenziale e simbolica?

   Dopo tale introduzione di carattere contestuale, il Prof. Reggiani ci ha posto una domanda apparentemente semplice (ecco il sondaggio di cui dicevamo sopra!), ma che nascondeva una insidia birichina, ossia: “Secondo voi, chi canta di più tra i vari personaggi dell’opera?”. La risposta non si è rivelata semplice, in quanto Otello non presenta, a differenza di molte altre opere shakespeariane, riferimenti musicali macroscopici e, soprattutto, facilmente individuabili da un lettore medio. Chi è più musicale in Otello? Sorpresa! È Iago il personaggio “più musicale”:… [il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui.  © Riproduzione riservata]

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