L’incantesimo shakespeariano della musica: la misura di Misura per Misura

Alex Pepino (studente del corso di Lingua e Letteratura Inglese 2, tenuto dal Prof. Enrico Reggiani, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, a.a. 2011-12)

Giovedì 16 febbraio, come di consueto, sulle note di If music be the food of love del compositore inglese Henry Purcell (1659-1695), è iniziato un nuovo appuntamento della serie di incontri sulla musica in Shakespeare – quelli che il Prof. Reggiani cura da tempo nell’affascinante cornice del Bistrò del Tempo Ritrovato. Al centro dell’incontro del 16 febbraio, Misura per Misura.

   Com’è difficile etichettare quest’opera! In Misura per Misura tutto è riletto in chiave personale e rimane dunque difficile inserirla in un genere preciso che la rappresenti pienamente. Non si tratta di una semplice comedy ma neppure di una cosiddetta dark comedy (dove leggerezza ed oscurità si mescolano lungo tutto il plot). Non è un dramma dialettico (nella definizione formulata da Giorgio Melchiori, in cui si staglia un conflitto tra due posizioni differenti ma ben strutturate) ma neppure la definizione di problem play le si addice pienamente. In fin dei conti, Misura per Misura non potrebbe essere tutte queste cose insieme? Spesso si corre il rischio di concentrarsi su un determinato aspetto dell’opera: in base a quello definiamo e classifichiamo l’opera stessa, senza tener conto degli altri elementi, che possono benissimo emergere contemporaneamente e dunque rendere più difficile l’identificazione precisa.

   Quando è stata concepita, scritta, rappresentata, pubblicata Misura per Misura? In un arco temporale che spazia tra il 1598 e il 1604 (per quanto riguarda le prime tre circostanze) e il 1623 – anno in cui apparve nella mitica edizione in folio. Interessante è prendere in considerazione ciò che sta intorno al 1604, cioè le opere scritte in quell’anno o in quelli immediatamente successivi: Othello, King Lear e Macbeth – per alcuni, l’apice della produzione teatrale shakespeariana. È come se l’autore stesse conducendo una riflessione antropologica, ampia e massiccia, grazie al teatro, giacché in quelle opere – in fin dei conti – sembra cercare sempre la stessa cosa: ha a sua disposizione una tavolozza ampia di possibilità per esplorare una questione di base, che è sempre la medesima, in modi diversi, proprio così come tutte diverse sono fra di loro queste opere.

   La partitura dei personaggi di Misura per Misura è organizzata… [il resto dell’articolo è reperibile cliccando qui.  © Riproduzione riservata]

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