Il rischio della scrittura. Per rileggere Morris West

Enrico Reggiani (Università Cattolica del Sacro Cuore)

“Il rischio della scrittura. Per rileggere Morris West, lo scrittore cattolico australiano che nel 1963 previde l’elezione di Giovanni Paolo II”, L’Osservatore Romano, giovedì 25 agosto 2011, p. 5

Forse lo si incontra sugli scaffali di librerie che ancora non hanno ceduto alla massificazione dilagante, nelle vetrine di quelle delle stazioni e degli aeroporti dove si transita e non di rado si trova il tempo di cercare qualcosa da leggere in viaggio; tra le ristampe spacciate per novità o i reparti scontati dei bookshop dei Paesi più impensati. I suoi romanzi, le sue opere teatrali e i suoi saggi hanno fatto il giro del mondo, tradotti in ventisette lingue — anche lontanissime dalla sua, l’inglese — e venduti in ben sessanta milioni di copie.

   Questa è la preziosa e ricca eredità letteraria di Morris West (1916-1999), scrittore australiano di grande successo e dalla spiccata sensibilità religiosa e spirituale, scomparso sulla soglia del nuovo millennio. Per scorgerne il profilo biografico e culturale, vale la pena rileggerne le origini delineate con una modestia pregna di dignità e d’orgoglio in un passo tratto dall’autobiografico A View from the Ridge. The Testimony of a Twentieth-century Pilgrim (1996, banalmente reso in italiano, già nel 1997, con il titolo Il destino è nelle nostre mani. La testimonianza di un percorso spirituale): “Sono nato in una famiglia irlandese-australiana di religione cattolica, in un periodo in cui il ricordo delle persecuzioni contro gli irlandesi era ancora molto vivo, quando nella mia citta le inserzioni per la ricerca di personale terminavano con la frase: ‘Cattolici, irlandesi ed ebrei: inutile presentarsi’”.

   Prediletta dal pubblico dei lettori fu soprattutto, e lo e tuttora, la sua cosiddetta trilogia vaticana, fondata anche sulla sua decennale esperienza di corrispondente dal Vaticano per il Daily Mail: The Shoes of the Fisherman (1963; Nei panni di Pietro), dedicato — quindici anni prima di Giovanni Paolo II — all’elezione al soglio pontificio del cardinale russo Kiril Lakota, che proviene dal mondo sofferente di coloro che vivevano dietro la Cortina di ferro; The Clowns of God (1981; I giullari di Dio), che elabora la felice intuizione narrativa di un Papa, Gregorio XVIII, che riceve una rivelazione sull’imminente fine del mondo; infine, Lazarus (1990; Lazzaro ), in cui un altro Pontefice — Leone XIV, di più debole costituzione fisica e di meno salda coscienza spirituale del predecessore — vive l’esperienza di una “conversione del cuore”, dopo la quale eserciterà diversamente la sua autorità in giorni di violenza e terrorismo crescenti. Non si può, inoltre, non ricordare che la trilogia vaticana sarebbe piuttosto una tetralogia, aperta dal fortunatissimo The Devil’s Advocate (1959; L’avvocato del diavolo), che narra le faticose indagini dell’inquisitore monsignor Blaise Meredith, malato di cancro e impegnato nei suoi ultimi giorni a far luce almeno in parte sulla verità della vita sua e di quella di un certo Giacomo Nerone, che la devozione popolare considera in odore di santità.

   Se, dunque, non è stato difficile trovare i romanzi di West e le loro numerose e spesso celebrate trasposizioni cinematografiche, forse sono stati meno frequenti… [il resto dell’articolo è reperibile in questo pdf scaricabile. © Riproduzione riservata]. Click here to read the English version.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s