La simpatica prevedibilità (irlandese) di Agnes Browne

Laura Belloni (Università Cattolica del Sacro Cuore)
 
Brendan O’Carroll, dublinese classe 1955, dopo una variegata serie di esperienze lavorative fuori e dentro il mondo dello spettacolo (da cameriere a disco manager, da milkman a speaker radiofonico e infine apprezzato cabarettista by night), approdò alla notorietà con la comparsa all’ormai leggendario talk-show irlandese The Late Late Show,  trasmesso settimanalmente anche dall’inglese Channel 4. Fu un grandioso successo di pubblico che segnò la definitiva entrata nel mondo dello spettacolo di O’Carroll ora noto come autore, attore, regista, sceneggiatore e comico.

Anche Agnes Browne, eroina della celebre trilogia di O’Carroll pubblicata a tempo di record negli anni ’90 (The Mammy, 1994, The Chiseller, 1995 e The Granny, 1996), iniziò la sua fortunata carriera alla radio in uno show intitolato Mrs Browne’s Boys (scritto e interpretato dallo stesso O’Carroll), per poi imporsi come vera protagonista e approdare, dopo l’immediato successo letterario, nello star system in un film omonimo diretto e interpretato da Angelica Huston nel 1999.

L’ultima traduzione delle fatiche narrative di O’Carroll apparsa in Italia, Agnes Browne Mamma (Neri Pozza, 2008; The Mammy, 1994), ha ricevuto critiche complessivamente positive sulla scena giornalistica nostrana: si segnalano soprattutto [nHenri59: con un apprezzabile intento bipartisan!] i toni entusiastici de La Repubblica, che (forse) ingenuamente lancia paragoni decisamente azzardati e per la quale «a quasi cent’anni dal celebre Leopold Bloom di James Joyce, una nuova eroina, Agnes Browne, felice invenzione di Brendan»; e quelli de Il Giornale, che scrive che «l’umorismo dell’irlandese Brendan O’Carroll ha un fondo amaro e tocca gli aspetti veri della vita: nascita, malattia, morte e qualche miracolo» – spunti, questi, che conferiscono al romanzo uno spessore antropologico che esso non ha, e che forse non pretende di avere.

Altri commenti, più calzanti, sottolineano invece il vero punto di forza del libro: ad esempio, quelli de il Sole 24 Ore, che lo definisce «capolavoro della comicità in uno spiritoso ritratto di donna» e punta tutto proprio sulla comicità… [il resto dell’articolo è reperibile in questo pdf scaricabile. © Riproduzione riservata].

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