Mary McAleese e le forze del cuore d’Irlanda

Il 22 agosto, nella cornice del Meeting di Rimini 2010, Mary McAleese, Presidente in carica della Repubblica d’Irlanda, ha pronunciato un intenso e applaudito discorso dal titolo The forces which change history are those which change the hearts of men: si tratta di un esempio assai efficace di speech politico-istituzionale, che, se letto con le categorie ermeneutiche della scienza letteraria, rivela una significativa organicità e intenzioni comunicative di portata non trascurabile. Proviamo ad esaminarne alcuni tratti essenziali.

Innanzitutto, il piano del mittente del testo: ciò che si potrebbe definire il rapporto tra scrittore (altrimenti detto autore reale e simili) e autore (alias, secondo i diversi approcci teorici, autore interno, autore implicito, et al.) – ovvero tra colui/colei che, (per così dire) “biologicamente” e (scrivendolo) materialmente, sta all’origine del testo con la totalità della sua esperienza umana, e colui/colei che gli dà il proprio nome, lo espone come frutto testuale della sua libertà e se ne assume la responsabilità davanti agli ascoltatori/lettori. E, in questo caso, quale che sia il suo “facitore” materiale (Lei in persona; il ghost-writer della Presidente, individuale o comunitario; un ibrido di vario tipo tra entrambi, con o senza altre tipologie di potenziali contributors; ecc.), la scelta di McAleese di pronunciarlo (cioè di farlo proprio autorialmente) impone come conseguenza la necessità di interpretarne i contenuti alla luce dell’identità personale, sociale, culturale, istituzionale della Presidente, globalmente intesa e complessivamente considerata.

Quanto ai destinatari del “testo presidenziale”, poi, come non tenerne in considerazione la pluralità e non intuirne le significative implicazioni? Giacché l’Autrice presidenziale – se pronuncia il suo testo orale a partire da una precisa base scritta davanti a una platea italiana con una specifica identità e ben precise motivazioni religiose e antropologiche – in realtà sta anche interloquendo (letteralmente) a distanza con la totalità dell’uditorio del Paese da cui proviene, inteso sia come realtà antropologicamente unitaria (Éire-Ireland) che la sua esperienza umana rappresenta, sia come sintesi dialettica che il suo ruolo politico si adopera a comporre – Lei, cioè, che, nata nella Belfast cattolica (cioè nella provincia storicamente irlandese dell’Ulster) all’interno dell’area politico-amministrativa della Northern Ireland (una delle quattro aree del Regno Unito), è però a capo della Repubblica di Irlanda ed insediata a Dublino.

[il resto dell’articolo è reperibile in questo pdf scaricabile: ogni sua riproduzione anche parziale in sedi diverse dalla presente va espressamente autorizzata dall’autore]

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s