Né idolo né demonio. J. H. Newman e la ferrovia

“Né idolo, né demonio. John Henry Newman e l’avvento della ferrovia”, L’Osservatore Romano, mercoledì 15 settembre 2010, p. 5 Enrico Reggiani (Università Cattolica del Sacro Cuore) Chi ragiona del ruolo storico e culturale della ferrovia nel xix secolo tende spesso a non accontentarsi di definirlo con i neutrali railway age o railway experience, ma a prediligere espressioni più…

John Banville, Congetture su April (Guanda, 2010)

Scrivendo sulle pagine del domenicale de Il Sole 24 Ore (4 aprile 2010, p. 10), la giallista Laura Lippman gli ha rinfacciato di piegarsi all’insinuazione “che il [nostro] è un mestiere di cui vergognarsi, meglio non sbandierarlo troppo in giro”. E ha insistito: “il fatto che autori come John Banville, vincitori del Man Booker Prize adottino pseudonimi per le loro incursioni…

Tra la soffice Soffici e il coriaceo Naipaul ci ha rimesso la Letteratura

Ora, a bocce ferme, ce lo possiamo dire: nella recente tenzone mantovana tra il Nobel Naipaul e la giornalista Caterina Soffici è senza dubbio la Letteratura (notare la L maiuscola, please) a rimetterci. Non sto a riassumere i fatti, che sono stati variamente riproposti dai quotidiani, ciascuno dei quali ne ha offerto cronaca ispirata dalla propria (quasi sempre) legittima opzione…

Il gesuita che convertì Shakespeare

“Il gesuita che convertì Shakespeare”, L’Osservatore Romano, giovedì 26 agosto 2010, p. 5 Enrico Reggiani (Università Cattolica del Sacro Cuore) La filiale italiana di quella che Gerald Roberts propose di chiamare nel 1987 la Hopkins Industry è un fenomeno culturale di grande tradizione e di ampie proporzioni. Taluni ne vedono le origini – non troppo accuratamente – nel 1937…

Imprevedibile Dickens affascinato dal vescovo milanese

“Imprevedibile Dickens affascinato dal vescovo milanese”, L’Osservatore Romano, giovedì 12 agosto 2010, p. 4 Enrico Reggiani (Università Cattolica del Sacro Cuore)    La controversa questione del rapporto – in senso ecclesiale ed ecclesiastico – tra Charles Dickens (1812-1870) e il Cattolicesimo avrebbe da tempo dovuto suggerire maggiore prudenza ai dickensiani – qui intesi come studiosi, più che come generici…

“Cosa resterà di” un dibattito estivo…

Era il 1989 quando Raf cantava Cosa resterà di questi anni 80 – brano sapiente e commercialmente fortunato il cui testo, tra l’altro, li dipingeva come “Anni veri di pubblicità, ma che cosa resterà”… Non vorrei apparrire irrispettoso, ma sento riecheggiare quell’accattivante ritornello e quello specifico verso anche sullo sfondo dell’ennesimo dibattito letterario estivo sulla letteratura. Non che non l’abbia seguito…