Beckett e l’italica politica?

beckett

Nella confusa concitazione della politica nostrana, capita persino la lodevole circostanza che un autorevole quotidiano come Liberal (home.aspx?) decida di pubblicare come epigrafe all’italica contemporaneità una emblematica citazione beckettiana: “nasciamo tutti quanti matti, qualcuno lo rimane”.

Diranno bipartisanly le varie parti: scelta offensiva e non delle più originali; inutile spreco di risorse nozionistiche; qualunquistica e nichilistica damnatio dell’impegno politico; ecc. ecc. 

La pignolesca precisazione che vorrei formulare è la seguente, tutta letterario-culturale: siamo sicuri che il passo beckettiano citato sia adeguato, efficace, financo pertinente rispetto allo scopo che ci si prefigge nell’impiegarlo sulla prima pagina di un odierno quotidiano? Ovvero: la cultura dell’originale inglese (che recita “we are all born mad. Some remain so” ed è tratto dal secondo atto del mitico Waiting for Godot: Waiting_for_Godot_Part2.html), pronunciato da Estragon che mette in scena un’apparente interazione con Vladimir e Pozzo, può prestarsi a un’estensione all’esagitate dinamiche relazionali dell’italica comunità socio-politica? Ai lettori l’ardua sentenza, nonché l’invito a riflettere insieme sulla necessità di ricorrere sì alla letteratura nell’appassionato realismo del confronto politico, ma con il necessario rispetto di persone e culture…

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