A Claudio Magris, per il suo 70° genetliaco

   La sua passione per Yeats me l’ha personalmente riconfermata qualche tempo fa (maggio 2008), in una Sanremo che mi pare oggi tanto più cara anche per la cordiale e gratuita benevolenza della sua amicizia. Peccato che io non riesca ad attestarne la presenza nei tuoi scritti, caro Prof., e questo è quasi un invito ad offrircene qualche futura suggestione…

   La sua passione per Joyce, invece, frulla come la doppia elica del suo DNA (chissà se Claudio apprezzerà questo correlativo oggettivo ipermodernista…), generando una rappresentazione di “quella continuità di gretto e sublime [che] è l’ibrido della vita, che rode il fegato ma anche scalda il cuore, e Joyce diventa il poeta di questa calda vita, un poeta classico e conservatore – nonostante l’eversione verbale – l’erede di una tradizione plurisecolare che ne conferma i valori, la sacralità della carne e del suo appassire, del talamo e della procreazione, della casa e della famiglia” (da Microcosmi, 1997). È – se mi è concesso – una doppia elica che, nella quotidiana ricchezza del suo generare, diventa persino impietosa, quando, giustamente deprecando “ogni endogamia […] asfittica e incestuosa”, la esemplifica contrapponendo proprio l’amore di Joyce per l’Emerald Isle, “lasciata e criticata ferocemente”, ai “tanti romanzi irlandesi pieni di ragazze dai capelli rossi e di prati verdi” (da Utopia e disincanto): vago (e, forse, ingeneroso?) processo ad intenzioni diverse – piccole piccole e deboli deboli, forse – ma incastonate nel codice genetico della cultura irlandese almeno quanto quelle del grande esule che pure riscrisse il mito del figliol prodigo Ulisse…

   Molti scrittori irlandesi di oggi ti considerano a ragione un modello e un interlocutore necessario, privilegiato e insostituibile: “un uomo che vive e prospera nei crocevia dell’Europa” (John Banville) e il maestro di una “more modern epic: the magnificent ‘Danube’ […], in which a physical journey of discovery on those most majestic of waters becomes a voyage into history, philosophy, society and, ultimately, the self” (Catherine Dunne).

   Dunque, ANCHE per la tua passione per l’Irlanda, la sua cultura e la sua letteratura, questo semplice e povero blog non poteva non cogliere l’occasione di augurarti Buon compleanno…  

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